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Cronosquadre: discreto 8° posto per la LAMPRE-MERIDA

Cronosquadre: discreto 8° posto per la LAMPRE-MERIDA

Si è corsa l’unica frazione piatta del Giro del Trentino 2014.
E’ infatti la cronosquadra di apertura, 13,4 km da Riva del Garda ad Arco, la sola frazione senza salite: le prossime tre giornate presenteranno altrettanti arrivi in quota.

La LAMPRE-MERIDA (foto Bettini), con al via Ferrari al posto dell’annunciato Polanc (fermato dal riacutizzarsi dal problema all’anca derivante da un caduta occorsa al Giro dei Paesi Baschi) ha ottenuto un risultato in linea con le aspettative: 8° posto, a 33″ dall’ottima prova della BMC, squadra vincitrice capace di rifilare ben 15″ al Team NetApp (2°) e 19″ al Team Sky (3°).

Oss è il primo capoclassifica della graduatoria generale, tutti gli uomini della LAMPRE-MERIDA accusano 33″ di distacco.

“Considerando le caratteristiche dei nostri corridori selezionati per il Giro del Trentino, la prestazione di oggi a crono rispecchia le potenzialità – ha spiegato il ds Maini – I ragazzi hanno trovato automatismi discreti, l’affiatamento è stato buono, si sarebbero potuti limare 5″ se non avessimo commesso alcune sbavature.

La cronosquadre era un’interesante banco di prova per Niemiec, Anacona e Ferrari, tre corridori che molto probabilmente faranno parte della squadra per il Giro d’Italia. Oggi hanno pedalato anche nell’ottica di trovare una buona intesa in vista della cronosquadre di Belfast”.

CLASSIFICA DI TAPPA
1- BMC 14’02″
2- NetApp 15″
3- Sky 19″
4- Movistar 22″
5- Cannondale 23″
8- Lampre-Merida 33″

 

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Rui Costa 17° in Olanda

Rui Costa 17° in Olanda

Il trio di punte della LAMPRE-MERIDA (Rui Costa, Ulissi e Cungo) non va oltre il 17° posto del campione del mondo nell’Amstel Gold Race (in foto Bettini, un passaggio sullo strappo del Gilpenerberg).
Oltre al portoghese, al traguardo della corsa olandese sono giunti Ulissi (34°), Durasek (48°), Cunego (50°) e Valls (57°).
Vittoria per Gilbert su Vanendert e Gerrans.

“Questa è una corsa molto complicata, si viaggia sempre ad alto ritmo senza poter mai distrarsi un attimo, visti i continui cambi di direzione: o sei in grande forma, o sei tagliato fuori da ogni discorso per le prime posizioni – ha spiegato Rui Costa – Oggi ho già visto i frutti del gran lavoro che ho fatto per essere pronto durante la settimana che inizia: sto meglio rispetto al Giro dei Paesi Baschi, ho avuto buone sensazioni e so che in questi giorni migliorerò ancora, tenendo sempre bene in mente l’obiettivo della Liegi-Bastogne-Liegi.

Tornando alla corsa, la battaglia per le posizioni nell’approccio al Cauberg è stata impegnativa, è stato necessario spendere energie per non essere risucchiati nella pancia del folto gruppo.
Sono scollinato sul Cauberg con un po’ di ritardo, ho poi provato ad anticipare per cercare di entrare nelle prime dieci posizioni, ma il tentativo non è andato a buon fine”.

Cunego ha così analizzato la sua prova: “L’edizione di quest’anno è stata atipica. caratterizzata dalla poca selezione: il gruppo presentatosi agli ultimi due passaggi sul Cauberg era davvero corposo, di circa 70 corridori. Questo significa che era ancora più difficile tenere le posizioni di testa, si è combattuto molto per raggiungere questo obiettivo.

Ne è nata una gara stressante e con un alto dispendio di energie nervose, meno adatta agli scalatori puri, ma più favorevole a corridori con una forte sparata finale.

Stamane credevo di poter fare una bella gara, la squadra ha lavorato molto bene per viaggiare nella testa del gruppo nei momenti opportuni, ma questo non è bastato per fare risultato: prendo atto del mancato obiettivo, ma non mi abbatto e guardo con ancora più grinta alle prossime corse”.

Giornata poco proficua per Ulissi: “Nella prima parte di gara non stavo bene, non riuscivo a trovare il giusto ritmo, ma speravo che col passare dei chilometri la situazione potesse migliorare.

Così non è stato e ho dovuto di conseguenza correre sempre sulla difensiva: su un percorso come questo, se non trovi le giuste sensazioni diventa quasi proibitivo essere davanti.
Ho stretto i denti, ho fatto fatica, speravo di avere un po’ di brillantezza almeno nel finale, ma non ho potuto entrare nei giochi per le prime posizioni.

Peccato, penso sia stata una giornata storta, ora mi concentrerò già sulla Freccia Vallone”.

I tecnici blu-fucsia-verdi hanno potuto apprezzare l’ottima prestazione di Mattia Cattaneo, tornato sui livelli consoni alla sua classe: oggi, seguendo le consegne della squadra, ha corso in appoggio ai capitani del team, svolgendo in maniera perfetta il suo compito, contando anche sulla collaborazione del sempre impeccabile Matteo Bono.

ORDINE D’ARRIVO
1- Gilbert 6h25’57″
2- Vanendert 5″
3- Gerrans 6″
4- Valverde s.t.
5- Kwiatkowski s.t.
17- Rui Costa 12″
34- Ulissi  36″, 48- Durasek 1’01″, 50- Cunego s.t., 57- Valls 1’32″

 

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Niemiec sulle strade del Giro d’Italia 2014

Niemiec sulle strade del Giro d’Italia 2014

Niemiec ha percorso le strade di ben quattro frazioni del Giro d’Italia 2014, ricognizione utile per la sua prossima partecipazione alla corsa rosa.

Lo scalatore polacco, 6° nella Corsa Rosa 2013, ha visionato il tracciato della cronometro Barbaresco-Barolo (12^tappa); la salita verso Oropa, posta a conclusione della 14^ frazione; l’arrivo in salita del Rifugio Panarotta (18^tappa) e la cronoscalata del Monte Grappa (19^frazione).

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Niemiec e Anacona: prove di corsa rosa

Niemiec e Anacona: prove di corsa rosa

Come di consueto, spazio agli scalatori per il Giro del Trentino, quest’anno in programma dal 22 al 25 di aprile.

Questi i corridori selezionati dallo staff tecnico della LAMPRE-MERIDA: Anacona, Conti, Dodi, Favilli, Niemiec, Polanc, Serpa e Xu Gang.

Il duo Maini-Marzano dirigerà la formazione blu-fucsia-verde, con il supporto dei meccanici Possoni, Tiede, Viganò, dei massaggiatori Baron Wais, Capelli e Chiodini, dell’autista Bozzolo e del dottor De Grandi.

I tre arrivi in salita (San Giacomo di Brentonico nella 2^tappa, Roncone nella 3^tappa e Monte Bondone nella 4^frazione) rappresentano un interessante banco di prova per Niemiec e Anacona, considerando la loro possibile partecipazione al prossimo Giro d’Italia.
Favilli, frenato dalla sfortuna nelle Classiche del Nord, cercherà di far valere la sua vivacità, al pari dei giovani Conti e Polanc, anche se lo sloveno dovrà prima di tutto valutare il recupero dalla contusione all’anca riportata nella Volta a Catalunya.
Dodi e Xu Gang, buoni passisti utili anche per la cronosquadre inaugurale, lavoreranno a supporto dei compagni, sotto la direzione dell’esperto Serpa, già a segno nel 2014 (1° nel Trofeo Laigueglia).

Da segnalare che Niemiec, al termine del Giro del Trentino, volerà in Belgio per correre la Liegi-Bastogne-Liegi.

 

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Rui Costa, Cunego e Ulissi: trio di qualità per la LAMPRE-MERIDA

Rui Costa, Cunego e Ulissi: trio di qualità per la LAMPRE-MERIDA

La LAMPRE-MERIDA torna al Nord, questa volta per misurarsi con le Classiche delle Ardenne.
Questo il programma di corse e i corridori selezionati dallo staff tecnico della squadra dei patron Galbusera:
- Amstel Gold Race (20 aprile, 251 km da Maastricht a Valkenburg): Bono, Cattaneo, Cunego, Durasek, Oliveira, Rui Costa, Valls, Ulissi.
- Freccia Vallone (23 aprile, 199 km da Bastogne al Muro di Huy): Bono, Cattaneo, Cunego, Durasek, Oliveira, Rui Costa, Valls, Ulissi.
- Liegi-Bastogne-Liegi (27 aprile, 263 km): Bono, Cattaneo, Cunego, Niemiec, Oliveira, Rui Costa, Valls, Ulissi.

Spicca il trio di corridori simbolo Rui Costa, Cunego e Ulissi. Al loro fianco, validi luogotenenti di esperienza come Bono, Oliveira e Valls e atleti brillanti quali Cattaneo e Durasek.

Il tecnico Matxin dirigerà la squadra con il supporto del ds Righi, mentre nello staff opereranno i massaggiatori Della Torre, Napolitano e Redaelli, i meccanici Pengo e Romanò e il dottor Beltemacchi.

Chi mi conosce, sa che corro sempre con molta ambizione, mantenendo però anche il giusto realismo – ha spiegato Rui Costa – Mi sento così di dire che sono pronto per dare il meglio, come in ogni gara, per la maglia che indosso, ma so bene che vanno considerati anche gli avversari: le Classiche delle Ardenne fanno gola a molti, tutti arrivano a questi appuntamenti con grandi propositi e in grande forma.

Spero di trovare sulla strada sensazioni migliori rispetto al Giro dei Paesi Baschi: ho dalla mia parte la sicurezza di aver lavorato molto e bene per essere fisicamente pronto per le Ardenne.

L’Amstel, la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi sono tre corse di grande fascino, apprezzo tutte e tre, quindi questa settimana rappresenterà un’importante occasione per cercare di dare soddisfazioni alla squadra e agli sponsor“.

Damiano Cunego nella sua carriera è già salito sul podio di tutte e tre le gare: “Sono corse che ho sempre amato e nelle quali mi sono espresso bene. Sto ritrovando una buona competitività, il Giro dei Paesi Baschi mi ha dato importanti segnali in questo senso. Il lavoro svolto fino a ora è stato molto ed è stato finalizzato proprio per le Classiche delle Ardenne e per il Giro d’Italia.

Penserò a un appuntamento per volta, augurandomi che anche la fortuna sia dalla mia parte: le forze fisiche ci sono, la convinzione per fare bene in tutte e tre le gare pure“.

Chiude il trio di fuoriclasse di casa LAMPRE-MERIDA Diego Ulissi: “Arrivo agli appuntamenti delle Ardenne molto motivato, con grande voglia di lottare e di fare bene.
Abbiamo una grande squadra, con il campione del mondo, Cunego e un gruppo di ciclisti tutti di alto livello: siamo chiamati a correre da protagonisti.

Questo anno mi confronto per la quarta volta con le Classiche delle Ardenne. In ogni stagione ho allargato i mio bagaglio di esperienza, sono cresciuto pedalata dopo pedalata: mi sento pronto per provare a lottare con i favoriti, partendo magari da una corsa come la Freccia Vallone nella quale già in passato mi ero messo in mostra“.

 

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Chris torna a casa dopo il ricovero dovuto a un incidente

Chris torna a casa dopo il ricovero dovuto a un incidente

Nel pomeriggio di mercoledì 16 aprile, Chris Horner ha lasciato l’Ospedale Manzoni di Lecco, dove era ricoverato da venerdì 11 aprile dopo essere stato coinvolto in un incidente mentre si allenava sulle strade attorno al Lago Lario.

L’atleta americano, che nell’incidente ha riportato la frattura di 4 costole, uno pneumotorace, ferite al capo e contusioni al gomito e all’arcata costale, ha ricevuto il benestare da parte del primario Dottor Vertemati per tornare nella sua abitazione di Como, dopo che il drenaggio al polmone è stato completato.

Ora Horner, raggiunto in Italia dalla moglie, sarà seguito costantemente dallo staff medico della LAMPRE-MERIDA.

“Sono contento di poter tornare a casa, è stata un’esperienza brutta, ma mi sento fortunato: l’incidente avrebbe potuto avere conseguenze peggiori – ha spiegato Horner – Devo ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato in questi giorni, specialmente il personale e i dottori dell’ospedale e tutti i membri della LAMPRE-MERIDA.
Ho ancora discreti dolori nei movimenti, so che devo avere pazienza, ma spero di poter riprendere a pedalare sui rulli a breve”.

 

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Il ds Marzano in avanscoperta sui tratti di pavè

Il ds Marzano in avanscoperta sui tratti di pavè

La Parigi-Roubaix è stata archiviata, ma la stagione 2014 ripresenterà ai corridori il pavè. L’occasione per confrontarsi nuovamente con le pietre sarà di gran prestigio: la 5^frazione del Tour de France, 164 km da Ypres ad Arenberg, con 9 settori in pavè.

Il Team LAMPRE-MERIDA ha effettuato un primo sopralluogo esplorativo sui 15400 metri di pavè che la Grande Boucle proporrà ai corridori.
Il direttore sportivo Marco Marzano e il coordinatore generale Andrea Appiani (foto) hanno infatti visionato, a bordo di un’ammiraglia Mitsubishi Outlander, i 9 settori, registrando materiale video e raccogliendo una base di informazioni preziose per le ricognizioni dei corridori blu-fucsia-verdi previste prossimamente.

“E’ stato certamente un lavoro molto utile, perché permetterà ai nostri atleti di arrivare alla ricognizione avendo già un’idea di quali siano le caratteristiche principali dei tratti di pavè: potranno così concentrarsi al meglio per prendere note mentali più precise – ha sottolineato il team manager Brent Copeland – Unendo il materiale video con le note specifiche sulle caratteristiche dei singoli tratti, i direttori sportivi sapranno orientarsi bene già nel primo approccio al percorso”.

 

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Testimonianze blu-fucsia-verdi dal pavè

Testimonianze blu-fucsia-verdi dal pavè

Tra le immancabili forature, cadute e imprevisti meccanici, tutte peculiarità della Parigi-Roubaix, il bilancio della LAMPRE-MERIDA nell’inferno del nord consta del 50° posto di Pozzato (primo degli italiani) e dell’80° di Palini.
L’edizione 2014 è stata caratterizzata per tutte le squadre da molte forature.
Vittoria per Terpstra su Degenkolb e Cancellara.

“Quando fori due volte e poi in un momento chiave della corsa ti toccano spostandoti il deragliatore, la gara si fa ancora più dura di quanto già sia, diventa proibitiva – ha commentato Pozzato (foto Bettini) – Non stavo male, le sensazioni erano migliori rispetto a quelle del Fiandre, tanto che ho avuto le gambe giuste per uscire dalla Foresta di Arenberg nelle prime posizioni. Purtroppo ho subito forato, poi ho bucato ancora, ma sono riuscito a rientrare. A 40 km dall’arrivo, quando ha attaccato Cancellara, ho dovuto sistemare il deragliatore, che era stato danneggiato da un contatto con un altro atleta: lì è praticamente finita la mia corsa”.

Cimolai è stato fermato da una foratura a 80 km dal traguardo, nel settore di pavè che porta da Hornaing a Wandignies: “Capita di bucare, ma sfortunatamente è successo contemporaneamente a una foratura di Pozzato: in questi casi è poi difficile rientrare nel gruppo. Stavo bene, nella Foresta ero in buona posizione”.

La Foresta di Arenberg è stata invece indigesta per Modolo: “Per essere il mio esordio nella Parigi-Roubaix, devo dire che mi sono trovato subito a mio agio sul pavè, riuscivo a guidare la bici con facilità ed efficacia.
Ho imboccato la Foresta nella testa del gruppo, all’improvviso ho forato e la ruota davanti è scivolata su una pietra, proiettandomi per terra.
Ho battuto il costato sulle pietre, avvertivo dolore, non ho potuto proseguire.
Peccato, perché sentivo di poter portare a termine una bella prestazione”.

Nonostante una caduta, Palini è riuscito a raggiungere il velodromo di Roubaix, migliorando il risultato ottenuto nel 2013 (giunse 89°): “Ho avuto qualche contrattempo, ma questa gara mi piace così tanto che ho sempre trovato la forza per ripartire e non finire fuori corsa”.

 

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Il decorso è buono, trasferimento in chirurgia toracica

Il decorso è buono, trasferimento in chirurgia toracica

Chris Horner è stato trasferito nel pomeriggio nel reparto di chirurgia toracica dell’Ospedale Manzoni di Lecco, dove si trovava ricoverato da ieri a seguito delle conseguenze di un incidente avvenuto in allenamento.

Sotto la responsabilità del primario del reparto, il dottor Vertemati, Horner è sottoposto a drenaggio polmonare, necessario a causa dello penumotorace: il decorso è giudicato buono, così come migliora il morale del corridore (foto).

Il ciclista americano, che oggi ha ricevuto la visita del Dottor Guardascione (responsabile dello staff medico del Team LAMPRE-MERIDA) resterà in ospedale almeno fino a metà della prossima settimana.

 

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Cunego 11° nella classifica generale finale

Cunego 11° nella classifica generale finale

E’ sfumata proprio all’ultimo, nella cronometro conclusiva (25,9 km con partenza e arrivo a Markina-Xemein), la possibilità di Damiano Cunego di essere nella top 10 della classifica finale del Giro dei Paesi Baschi.

Sul piano cronometrico, il corridore della LAMPRE-MERIDA (foto archivio Bettini) avrebbe in realtà cittadinanza nelle prime 10 posizioni della graduatoria generale, ma il gioco dei piazzamenti ha favorito Poels nella conquista del 10° posto. Stesso divario di Cunego e Poels dal vincitore del Giro dei Paesi Baschi Contador, ma l’olandese è 10° in virtù del miglior risultato ottenuto nella prova contro il tempo finale: Poels ha fatto registrare il 14° tempo (+1’32″ rispetto al vincitore Martin), mentre Cunego ha completato la prova in 20^posizione (+1’57″).
Poco più indietro Rui Costa, 23° a 2’09″.
Nella classifica generale, Cunego è quindi 11°, a 2’26″ da Contador.

“E’ stato un Giro dei Paesi Baschi nel quale ho trovato risposte valide relative al mio livello di competitività -ha spiegato Cunego – Sapevo che la cronometro finale avrebbe potuto penalizzarmi: non era la crono tecnica nella quale avevo realizzato una bella prestazione qualche anno fa qui nei Paesi Baschi, quello di oggi era un percorso più favorevole a corridori maggiormente avvezzi alle prove contro il tempo.
Certo, essere fuori dai primi dieci a parità di ritardo con Poels è un peccato.
Rimane comunque la sensazione di avere una buona gamba in salita: sono sempre stato a lottare con i corridori che hanno poi chiuso sul podio della gara”.

RISULTATI DI TAPPA
1- Martin 38’33″
2- Contador 7″
3- Kwiatkowski 15″
4- Spilak 16″
5- Peraud 17″
20- Cunego 1’57″
23- Rui Costa 2’09″

CLASSIFICA GENERALE FINALE
1- Contador 21h09’11″
2- Kwiatkowski  49″
3- Peraud 1’04″
4- Spilak 1’07″
5- Valverde s.t.
11- Cunego 2’26″

 

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