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Molte stelle per l’esordio italiano

Molte stelle per l’esordio italiano

Dopo un mese trascorso correndo sulle strade di Africa, Australia, Sud America e Spagna, il Team LAMPRE-MERIDA (foto Biondi/Bettini) farà il suo esordio in Italia.
L’occasione per gli sportivi della Penisola di ammirare le bici Merida sarà il Trofeo Laigueglia, al via del quale la squadra del general manager Saronni si presenterà con un organico di alta qualità.

Il ds Piovani potrà contare su Cimolai, Cunego, Durasek, Favilli, Niemiec, Pietropolli, Pozzato e Ulissi.
Lo staff operativo sarà composto dai massaggiatori Capelli, Del Gallo e Napolitano, dai meccanici Carminati e Viganò, dall’autista Bozzolo e dal dottor Beltemacchi.

“La LAMPRE-MERIDA sarà al via de Trofeo Laigueglia con corridori motivati e in buona condizione - ha spiegato il ds Piovani - Pozzato e Pietropolli, già vincitori in passato, saranno in prima linea, così come Ulissi. Cunego potrebbe essere la sorpresa, con Durasek, Favilli, Niemiec e Cimolai a dare il necessario supporto di qualità e quantità: hanno tutto mostrato nelle recenti corse di essere in forma”.

Ulissi ha voglia di mettersi in gioco: “Correndo in Argentina e a Mallorca, ho avvertito buone sensazioni, per questo sono fiducioso in vista del Laigueglia. Il finale mi piace, si presta a colpi di mano, quindi vorrei essere nel vivo dell’azione per capire se posso già competere per un risultato di spicco”.

“Il Laigueglia è la prima corsa in Italia e solitamente si avverte un’elettrizzante aria di debutto, anche perché il pubblico fa sentire il suo affetto - ha spiegato Cunego - Sono curioso di testare la mia forma in una prova impegnativa, lavorando in una squadra molto competitiva valorizzata dalla buona condizione di Cimolai, Pietropolli, Ulissi e Pozzato”.

Pietropolli, vincitore nel 2011, proverà a ripetersi: “I primi mesi dell’anno sono i miei preferiti, quindi il Trofeo Laigueglia è un appuntamento che apprezzo particolarmente. La caduta occorsa in Australia ha rallentato la preparazione, un vero peccato perché stavo pedalando forte. Spero di essermi ripreso bene, per provare a lasciare il segno su un percorso dal finale modificato rispetto al 2011: l’arrivo posto subito dopo l’ultima discesa  offre maggiore incertezza”.

 

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