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Serpa, giorno da leone; le parole di Rui dopo il ritiro

Serpa, giorno da leone; le parole di Rui dopo il ritiro

Josè Serpa è soprannominato il “Leone di Bucaramanga” per rendere onore alla sua fierezza e alla sua grinta, tutte qualità che il colombiano della LAMPRE-MERIDA ha mostrato nel corso della 16^tappa del Tour de France.

Lo scalatore sudamericano (foto Bettini) ha conquistato il 4° posto sul traguardo di Bagneres de Luchon, al termine della più lunga frazione del Tour de France, 237,5 km resi impegnativi dalla presenza del Col de Portet d’Aspet, del Col des Ares e del Port de Balès.
Decisiva per l’andamento della tappa è stata una fuga di 21 ciclisti, nata dopo 30 chilometri di corsa. Serpa, potendo contare su una buona condizione, non si è fatto sfuggire l’occasione di andare in avanscoperta: scelta rivelatasi corretta, visto che il gruppo ha consentuto ai fuggitivi di toccare un vantaggio superiore ai 12′.

Con grande tenacia, il colombiano della LAMPRE-MERIDA ha resistito in testa alla corsa quando il gruppo dei fuggitivi andava assottigliandosi con il passare dei chilometri. Serpa ha mostrato le sue qualità in salita, transitando per primo sull’ultimo Gpm di giornata, il Port de Balès, a 21,5 km dall’arrivo, prima di lanciarsi assieme a Rogers e Voeckler nella picchiata verso il traguardo, lungo la quale il terzetto è stato raggiunto da Kiryienka e Gautier.
A 4 km dall’arrivo, Rogers ha piazzato un allungo irresistibile che ha costretto gli altri quattro attaccanti ad accontentarsi dello sprint per il secondo posto: Serpa ha chiuso una prova comunque entusiasmante in 4^posizione, un risultato che mitiga in parte il dispiacere per aver dovuto salutare Rui Costa.

In salita sentivo di essere il più competitivo ma non ho voluto azzardare un attacco con più di 20 km da percorrere in solitaria fino all’arrivo - ha spiegato Serpa - Sapevo che Rogers era l’avversario più pericoloso, nonostante abbia prestato la massima attenzione, l’australiano è riuscito a trovare il tempo giusto per attaccare: quando prende una decina di metri di vantaggio, non ti lascia scampo, e così è stato anche oggi.
Peccato, è stata una bella occasione per risollevare una giornata iniziata in maniera triste per la squadra, con il ritiro di Rui Costa“.

Il campione del mondo, non schieratosi al via da Carcassonne per i sintomi di un focolaio di broncopolmonite, ha salutato il Tour con queste parole:

Ieri, nel giorno di riposo, sono uscito in allenamento ma, rientrato in hotel, ho avvertito brutte sensazioni, con febbre e dolori muscolari.  
Le radiografie effettuate in ospedale hanno come diagnosi un inizio di focolaio di broncopolmonite.

Ho voluto comunque attendere oggi per vedere come stavo, ma la situazione stamane non è cambiata: anzi, mi sento peggio, come se mi avesse colpito un camion.

Fortunatamente, anche grazie alla prontezza del Dottor Beltemacchi, siamo riusciti a rilevare per tempo la gravità della situazione.

Mi sarebbe piaciuto tanto proseguire il Tour, per il rispetto che nutro nei confronti di questa corsa importantissima, ma per evitare complicazioni più gravi ho dovuto prendere la decisione di ritirarmi.
Sono dispiaciuto per aver dato un dispiacere ai miei tifosi, alla squadra e a tutti coloro che amano il Tour, ma la mia salute non  mi permette di continuare l’avventura della grande Boucle”.

ORDINE D’ARRIVO
1- Rogers 6h07’10″
2- Voeckler 9″
3- Kiriyenka s.t.
4- Serpa s.t.
5- Gautier
38- Horner 12’08″, 78- Oliveira 20’44″, 81- Durasek s.t., 160- Cimolai 26’47″ 

CLASSIFICA GENERALE
1- Nibali 73h05’19″
2- Valverde 4’37″
3- Pinot 5’06″
4- Peraud 6’08″
20- Horner 29’54″ 

 

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